domenica 2 novembre 2008

Riflessione sui social network

In questi giorni sta diventando disponibile per gli utenti di blogger il gadget "Lettori" con l'elenco degli utenti che seguono il proprio blog. Una funzionalità che rende la piattaforma di Google più vicina ad un social network, cioè permetterà di rendere più evidenti gruppi di interesse ed amicizie tra gli utenti.
In questi ultimi mesi le piattaforme di social network, e parlo soprattutto di Facebook, stanno letteralmente spopolando. Non dico questo basandomi su statistiche ufficiali, ma riporto l'impressione che ho avuto parlando con diverse persone che conosco e sperimentando io stesso Facebook: ho trovato tantissime persone che conosco, molte più che tra i blog, i siti o i forum. Ormai quello che viene comunemente chiamato "Web 2.0" non è più il futuro ma la realtà.
Mi chiedo: perché  investire tempo e denaro in queste piattaforme? Perché spingere sempre di più le persone a "vivere" i loro rapporti, esprimere opinioni, raccontare se stessi sul web? Una parziale risposta l'ho avuta indirettamente ad un seminario a cui ho partecipato settimana scorsa: il futuro della pubblicità e anche delle indagini di mercato è su internet, e soprattutto sulle piattaforme di social network. Provate ad immaginare: un software molto complesso analizza tutto ciò che scrivete, valuta le vostre amicizie, considera le cose che preferite guardare e... può proporvi spazi pubblicitari ultra personalizzati oppure può stabilire se alcuni prodotti vi piacciono oppure li odiate. Queste sono tutte cose che nell'economia attuale valgono un sacco di soldi! Software di questo tipo non sono solo esperimenti ma esistono e funzionano già oggi: si basano soprattutto sull'analisi semantica (capacità di comprendere il significato delle parole e delle frasi) e diventeranno sempre più precisi. Un esempio "rudimentale" di software che si basa sull'analisi semantica (con altri scopi) lo possiamo trovare da diversi anni nel correttore grammaticale di Word, ma in futuro saranno sempre più importanti e  a breve avremo a che fare spesso con programmi di questo tipo. Infatti quello che già oggi viene chiamato "Web 3.0" sarà, dicono gli analisti, basato sulla semantica: ad esempio sarà possibile fare una domanda ad un motore di ricerca, proprio come la faremmo ad una persona, ed ottenere una risposta. Vedremo se il tempo confermerà la previsione.
P.S. Non è che voglia demonizzare queste cose mettendole in una luce negativa: come al solito sono strumenti e dipende dall'utilizzo che ne facciamo, inoltre le cose è sempre bene saperle!

1 commento:

eo ha detto...

Quando leggi qualcosa di interessante su questi argomenti me lo "passi"? Sento che c'è bisogno di educarci e educare i ragazzi ad un uso pienamente umano di questi strumenti. Grazie, dovrei passare più spesso dal tuo blog, è interessante! Grazie